Riparto sanità 2013: giudizi positivi dai Presidenti delle Regioni

 

Le dichiarazioni di Caldoro, Zaia, Cota, Chiodi, Zingaretti, Frattura

 

Trovata l’intesa sul riparto del Fondo sanitario nazionale 2013 che per la prima volta vede l’introduzione dei costi standard nella sanità, che apre la possibilità anche per siglare un nuovo Patto Salute (vedi anche “Regioni.it” n. 2408).
“E’ bene che le Regioni abbiano trovato l’intesa sul riparto del fondo nazionale sanitario, – ha dichiarato il presidente della regione Campania Stefano Caldoro – introducendo i costi standard, ma per il 2014 vogliamo che vengano introdotti nuovi criteri, per altro gia’ previsti”.   “Vogliamo regole del gioco – ha ribadito Caldoro  – piu’ moderne econdivise”. La Campania chiede l’introduzione di altri criteri: dall’epidemiologia agli aspetti territoriali, alle aspettative di vita. “la buona notizia comunque che le Regioni abbiano fatto uno sforzo anche politico per riuscire ad arrivare in breve tempo ad un’intesa”. 
Soddisfatto il presidente del Veneto, Luca Zaia: “l’accordo faticosamente raggiunto puo’ essere l’inizio della fine degli sprechi in sanita’. Il Veneto ha vinto una battaglia durata 3 anni, perche’ tutto il riparto del fondo sanitario nazionale 2013 e’ stato fatto sulla base dei costi standard. Un giorno storico che piu’ di qualcuno pensava non arrivasse mai”.
Il presidente Roberto Cota, spiega che “al Piemonte spettera’ proporzionalmente di piu’ in ragione che dei costi standard, che riconoscono la virtuosita’ del nostro sistema sanitario. Ma resta il solito problema, che lo Stato abbia ridotto il montante del fondo sanitario”.
Il presidente dell’Abruzzo, Gianni Chiodi, si dice soddisfatto: “per l’intesa raggiunta tra le Regioni sul riparto del Fondo nazionale sanitario: il sistema delle Regioni, come sempre, ha tenuto”.

 

Mentre il presidente della regione Lazio, Nicola Zingaretti, sostiene che sia stato “compiuto un importante passo in avanti recuperando importanti risorse economiche rispetto a quanto ci era stato prospettato dal Governo nella ripartizione del Fondo sanitario nazionale. Per quanto ci riguarda, in tutte le sedi opportune, continueremo a far valere le nostre ragioni e richieste per evitare che sia determinante come unico criterio il censimento demografico dell’Istat che di fatto non corrisponde alla realta’ e che rappresenta una questione ancora aperta”.
Il riparto del Fondo sanitario 2013, per la Regione Molise, in termini di risorse “è in linea con quello dello scorso anno. Siamo soddisfatti soprattutto per il lavoro e l’intesa raggiunta rapidamente tra tutte le Regioni”. E’ il commento del presidente della Regione Molise, Paolo Di Laura Frattura, al termine dei lavori della Conferenza Stato-Regioni sul riparto del Fondo sanitario 2013.
“La Toscana è ragionevolmente soddisfatta per il riparto del Fondo sanitario 2013″: sono le parole dell’assessore alla Salute della Regione Toscana, Luigi Marroni. “Come ogni anno, quando c’è il riparto del Fondo, ognuno ha comprensibilmente qualche cosa da dire, qualche osservazione da fare – ha osservato Marroni – ma noi siamo nel complesso ragionevolmente soddisfatti”.
“Soddisfazione per il risultato del riparto sanitario che risulta in linea con le migliori previsioni e per l’intesa raggiunta tra le regioni che consente di far partire i costi standard” è stata espressa dal vicepresidente e assessore alla salute della Regione Liguria, Claudio Montaldo. Su un totale di 109,9 miliardi a livello nazionale alla Liguria arriveranno 3 miliardi e 981 milioni, con una riduzione di 44 milioni di euro rispetto al 2012, a fronte di una decurtazione di 1 miliardo e 250 milioni a livello nazionale. “L’introduzione dei costi standard sulla base delle tre regioni benchmark individuate Marche, Umbria e Veneto – ha detto Montaldo – sarebbe stata particolarmente penalizzante per la Liguria, perché avrebbe portato ad una riduzione di 73 milioni di euro, ma grazie all’accordo tra le regioni è stato attivato un fondo di riequilibrio e premialità che ha consentito di attenuare gli effetti immediati e di dare così un riconoscimento alle regioni che hanno ottenuto i migliori risultati anche in termini di risanamento”. 
Secondo la vice presidente della Regione Calabria, Antonella Stasi, si è trattato di “un riparto difficile, molto teso ma nel complesso positivo. Al banco di prova sul primo riparto del FSN fatto con costi standard, alla Calabria era stato assegnato un taglio di 17,7 milioni, in parte dovuto anche alla minor popolazione posta alla base del calcolo. Ma grazie all’utilizzo di un fondino siamo riusciti a riequilibrare i conti recuperando per la Calabria una somma complessiva di 32 milioni. E’ stato compiuto dunque un importante passo in avanti convinti che la legge sui costi standard va bene nei principi ma va modificata nell’applicazione complessiva.  A penalizzare la Calabria – ha concluso la Stasi – è soprattutto il calcolo della popolazione pesata, diatriba storica con alcune regioni del nord, che purtroppo è applicata anche nei costi standard, ma che per il futuro dovrà essere rinnovata. All’accordo sul riparto, dunque, è stato associato un accordo politico di base che prevede per il 2013 una compensazione delle risorse per le regioni in perdita e per il 2014 la modifica dei criteri”.